20.4.12

La festa del Grillo


I quotidiani di questi giorni parlano sempre più diffusamente di una grande crescita nei sondaggi del movimento 5 stelle di cui Beppe Grillo è portavoce e punto di riferimento.

Ed in effetti capita sempre più spesso di ricevere da amici e conoscenti segnalazioni entusiaste di questa o quella iniziativa del movimento, quasi sempre corredate da link al blog di Beppe Grillo.

Siccome non mi piace il termine "antipolitica", che mi sembra tanto una riproposizione del vezzo di inventare parole dal suono apparentemente sinistro, per squalificare un avversario, proverò a dire cosa mi va e cosa non mi va di quegli appelli che mi arrivano da persone che stimo, o che mi sono simpatiche.

Aggiungo che il termine "antipolitica" in realtà dice molto di più delle paure di chi lo usa che non della realtà. Perché non vi è dubbio che i gesti dei soggetti esterni al mondo politico attuale, e di cui si parla, abbiano una forte incidenza politica, percui di anti c'è poco: se 5 stelle presenta candidati che poi lavoreranno nelle istituzioni politiche, si potrà al massimo dire di una politica realizzata in modi diversi da quelli che abbiamo visto in questi anni, peraltro già diversi da quelli di qualche lustro fa...

Ma torniamo a 5 stelle e Grillo: ogni tanto il secondo esce con qualche dichiarazione sopra le righe, che mescola pezzi di senso comune, cose assolutamente condivisibili ed autentiche nefandezze ed allora i vari volenterosi militanti del movimento si affrettano a dire che Grillo è solo un comico prestato alla politica, e che si limita a fare il megafono del movimento. 

E qui si introduce la prima questione: o Grillo non rappresenta nessuno, ed allora mi aspetto che il movimento indichi quali sono i luoghi dove posso informarmi legittimamente sulle posizioni del movimento senza confondermi con le idee di Grillo, o invece, come sospetto, Grillo è l'anima del movimento e probabile motivo di un suo possibile successo; ed allora dico un paio di cose che spiegano perché nonostante il buon senso di alcune proposte di 5 stelle, non potrò votarlo.

Ne dico solo due e che a mio avviso rientrano nella suddetta categoria delle nefandezze:

a) la posizione sulle tasse: nelle sue ultime uscite Grillo ironizza molto sulle iniziative della Guardia di Finanza suggerendo che queste servano ad addossare la colpa della crisi sulle persone comuni anziché sui politici o sulle banche, a suo avviso, responsabili del disastro.

E' una posizione molto ruffiana e sbagliata: è assolutamente vero che nella crisi ci sono responsabilità diverse, e che direzione politica e sistemi finanziari abbiamo responsabilità enormi, tuttavia una cosa assai provata e provabile è che i grandi numeri che mettono in difficoltà il paese sono dati anche dalla diversa fedeltà fiscale delle varie categorie: insomma, è possibile che, come dice Grillo, se lo stato avesse incassato di più, i politici avrebbero mangiato di più, ma è assai più probabile che a fronte di un prelievo più distribuito ci sarebbe stata più attenzione da parte dei tassati sulla destinazione delle tasse. 

Insomma pare che a Grillo non venga il sospetto che in realtà evasione fiscale di intere categorie e impunità del ceto politico che quelle categorie eleggono siano due facce della stessa medaglia. In realtà sono certo che a Grillo queste cose siano bene presenti, solo che serve in tempi di elezioni assolvere il popolo dalla responsabilità di aver eletto dei lestofanti perché promuove l'idea di un popolo buono traviato da altri, i "loro" come spesso vengono definiti, che invece sono cattivi e vanno mandati a casa.

b) la posizione sugli immigrati ed i loro figli, come è noto Grillo è contro alla cittadinanza ai figli degli immigrati: rientra nell'idea reazionaria di popolo illustrata sopra. Un popolo storicamente definito ma indeterminato nelle sue stratificazioni (un tempo si sarebbe detto di classe), intrinsecamente buono o saggio e rovinato dalle scelte di minoranze che per rispondere ai bisogni di banchieri, industriali e c. si trova a doversi confrontare con immigrazioni di vario genere che ne stravolgono la natura. 

E' reazionaria in quanto è una nozione che guarda al passato senza neppure notare le molte stratificazioni dovute alla storia delle migrazioni passate, ed è reazionaria perché giudica le persone non per quello che sono nella società ma per la loro provenienza. Ed invece la base di ogni idea moderna della cittadinanza, e per inciso anche ciò che può ridurre anche se non eliminare le tensioni, è che gli individui sono portatori di diritti per quello che sono, e questo dipende da dove vivono, dove lavorano, dove studiano e dove sono nati. 

E ragazzi nati e cresciuti in Italia sono semplicemente italiani.  

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