16.7.11

Quanto valgono le mie telefonate?

"Non produciamo spettacoli ma spettatori": è una delle frasi, attribuita a qualche dirgente di qualche network televisivo USA di molti anni fa e che bene descrive l'essenza dell'industria televisiva. La qualità del prodotto è funzionale alla sua capacità di generare audiences appetibili al mondo dei publicitari che finanziano la TV commerciale.

Ne consegue che siamo noi, spettatori i principali attori di una produzione dello spettacolo, quelli che forniscono la vera materia prima, quella preziosa perché non moltiplicabile all'infinito, noi che decidiamo di dedicare a questo o quel programma una porzione del nostro tempo, che non può eccedere il limite fisico delle 24h giornaliere. E tanti più siamo e tanto più la TV avrà successo.

Pensavo a questo mentre leggevo della notizia della recente acquisizione di Skype da parte di Microsoft.

I giornali specializzati si dilungano molto sugli aspetti tecnici della operazione, parlando di teconologie e possibilità di integrazione dei vari software. Tutto vero, e tuttavia non credo proprio siano quelli gli obiettivi di Microsoft, in fondo in giro per il mondo ci sono molte società più a buon mercato di Skype che hanno perfezionato programmi per telefonare utilizzando la rete.

Ma nessuna ha 800 milioni di utenti registrati e 170 milioni di utenti mensili. Ecco qua: è il mio tempo di utente skype, sono le mie telefonate alla mia figlia lontana, o a qualche amico sparso per il mondo ad aver convinto Microsoft ad offrire otto miliardi e mezzo di dollari per la società.     

Voglio la mia parte. Altrimenti passo a google talk ...

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